Mamma nel 2022: patrimonio dell’umanità…a rischio estinzione!
Cosa dire delle mamme nel 2022? Nei social e in TV sono sempre più SMART: geniali come Samantha Cristoforetti, brave a cucinare come Benedetta Parodi, sexy come Chiara Ferragni e sempre sul pezzo come Sarah Jessica Parker nel film “Ma come fa a far tutto?”
…e poi ci siamo noi: le “mamme normali”. Multitasking per disperazione, abituate a tour de force h24, stressate anche il giorno di Natale e solidali perchè coscienti che solo dandosi una mano riusciranno a sopravvivere alle mille e più incombenze quotidiane legate alla cura dei figli, alla cura della casa, al gestione del proprio lavoro (per chi ce l’ha).
Ebbene, è giunto il momento di dirlo a chiare lettere e addirittura di lanciare un SOS: le mamme del 2022 hanno bisogno di aiuto! Non solo per il loro bene, ma anche per quello dei loro bambini!
Lo stress della mamma che effetti ha sui figli?
Uno studio del 2013 pubblicato sul “Journal of Child and Family Studies” ha messo in luce come la stanchezza fisica delle mamme influisca direttamente sulla loro capacità di esercitare uno stile educativo positivo nei confronti dei loro bambini.
I ricercatori hanno coinvolto 34 mamme e hanno chiesto loro di non fare toccare per 8 minuti un determinato giocattolo al loro bambino”. Per farlo, potevano utilizzare alcuni approcci:
- l’approccio “educato”: chiedere al bambino di evitare quel comportamento;
- il “suggerimento”: suggerire al bambino di smettere di utilizzare quel comportamento;
- la “valutazione positiva”: lodare il bambino per continuare a fare qualcosa di diverso;
- la “contrattazione”: ricompensare il bambino con un altro giocattolo al posto di quello che non si può toccare;
- l’”empatia”: mostrare di essere in sintonia con i sentimenti del bambino;
- e infine la “valutazione negativa”: rimproverare o castigare il bambino per ciò che sta facendo.
Lo scopo dei ricercatori era di indagare la relazione tra questi approcci alla relazione con i bambini e il grado di stanchezza fisica della mamma, dato dal lavoro o dalla privazione del sonno.
Il risultato può sembrare scontato, ma non lo è affatto, dato che nell’organizzazione della nostra società viene per lo più ignorato: più una mamma era affaticata e stanca, meno era incline ad utilizzare gli approcci positivi come il suggerimento, l’educazione o la valutazione positiva.
Lo studio è quindi continuato, e si è provato a dare una risposta a questa correlazione. La risposta ci fa pensare: la fatica fisica agisce un po’ come la depressione e induce una mamma ad essere meno responsabile e più irritabile nei confronti del suo bambino.
La mamma paziente educa davvero meglio i loro figli?
La risposta è sì. Chi pratica il metodo Montessori sa bene quanto il rispetto del bambino e la pazienza nel rivolgersi a lui, anche e soprattutto quando fa i capricci, sia fondamentale per coltivare nel piccolo un rapporto positivo con se stesso e un’attitudine costruttiva verso il mondo.
Ma perchè è così importante la pazienza? Quali sono gli effetti sui bambini delle reazioni di rabbia o di insofferenza da parte dei genitori?
Se si tratta di neonati, il rischio prende il nome di Shaken Baby Syndrome (Sindrome del Bambino Scosso), ovvero la pratica di scuotere violentemente un piccolo con il rischio di provocare gravi traumi neurologici. Diversi studi attestano che stanchezza e stress sono la principale causa di questo dramma che solo in Italia colpisce 1300 bambini l’anno.
Se invece parliamo di bambini, la ricerca ha ampiamente dimostrato come l’essere costantemente l’oggetto dell’ira dei genitori provochi un meccanismo di disistima che si trascina per tutta la vita. Nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza può tradursi in comportamenti devianti e nell’età adulta può prendere strade diverse.
C’è chi diventa violento e chi invece dirige l’insofferenza verso se stesso, faticando a convivere con un pesante senso di inadeguatezza.
Ne parla la psicoterapeuta Carlotta Gallinoni, che concluse: “l’aggressività di una mamma, sia essa a livello fisico oppure verbale, rimane dentro un figlio per tutta la vita».
Del resto è molto facile parlare alle mamme di quanto sia importante essere pacati e gentili nel rivolgersi ai bambini, non gridare, stimolare invece di imporre, valorizzare invece di sanzionare. Più difficile è aiutare le mamme a costruire dentro di sè l’equilibrio necessario ad esserci sempre al meglio per i loro piccoli.
Il salvagente per la mamma in difficoltà
Nel corso degli ultimi decenni sono nati centri di sostegno genitoriale, che lavorano con approcci e metodi diversi, sia a livello individuale che di gruppo, proprio con l’obiettivo di supportare le mamme e i papà nell’educazione dei bimbi.
Qui le mamme arrivano quando il problema è già conclamato, anche se spesso non se ne rendono conto, dando la colpa ai loro figli, considerati “ingestibili”. In realtà, le mamme stesse faticano ad accettare di avere un problema di gestione della rabbia. Lo afferma chiaramente Laila Micci, psicologa fondatrice dei centri di confronto su tematiche genitoriali “Polìsola” (Milano).
In ottica preventiva, molto utili risultano altre forme di sostegno genitoriale che puntano a preparare le mamme fin dalla fase pre-natale del bambino, per renderli consapevoli dell’importanza del loro ruolo e delle implicazioni che il loro comportamento avrà sul futuro del loro bambino.
Tuttavia anche il più consapevole dei genitori è un essere umano e in quanto tale è soggetto a cedimenti, quando lo stress che porta sulle spalle è eccessivo. La maternità è fonte di gioia senza fine, ma anche di grande fatica, fisica, mentale ed emotiva.
Quanto incide l’attività lavorativa sulla pazienza?
Bisogna inoltre considerare che oggi, rispetto al passato, la maggior parte delle mamme lavorano (parliamo di almeno il 56,7% delle mamme italiane), e questo accresce inevitabilmente il loro livello di stress. Uno studio condotto dall’Università di Manchester e dall’Istituto per la Ricerca Sociale ed Economica dell’Università di Essex su un campione di oltre 6mila donne, ha evidenziato che le mamme lavoratrici a tempo pieno con un solo bambino hanno il 18% di stress in più rispetto alle casalinghe.
Lo stress sale al + 40% nelle donne che hanno due figli e che lavorano a tempo pieno.
Lavorare da casa non cambia la situazione: solo un minor numero di ore di lavoro farebbe diminuire lo stress.
La verità è che la società non è affatto organizzata per sostenere le mamme in questa impresa quotidiana, aiutandole a conciliare i tempi di lavoro con quelli della gestione di una casa e dei figli.
Corsi e terapie vanno bene, aiutano per quel che possono. Ma più che di parole, le mamme oggi hanno bisogno di un aiuto concreto per alleviare il carico di fatica e di tensione che ricade sulle loro spalle. Fatica che si trasforma in stanchezza cronica, stress, nervosismo, insofferenza e tutto ciò che impedisce loro di essere pazienti ed amorevoli verso i loro bambini.
E a questo punto viene spontaneo porsi la domanda chiave: come evitare tutto ciò ed aiutare le mamme ad essere meno stressate e quindi anche migliori educatrici dei propri bambini?
“Life coach” e aspiranti “guru”
“Volere è potere!” dicono le “mental coach” che recentemente proliferano sul web, elargendo alle mamme preziosi consigli come:
“Non hai tempo per te? E’ perchè non lo vuoi davvero!”
“Sei stanca e trascurata? E’ perchè non ti vuoi abbastanza bene!”
“Per il bene di tuo figlio, tu devi essere al centro delle tue attenzioni!”
Alzi la mano chi di noi non si è sentita ripetere che se non riesce ad essere all’altezza di essere “donna e mamma” nel migliore dei modi, il problema è “nella sua testa”… che basta “mettersi al centro delle proprie priorità” per trovare magicamente tempo di fare tutto ciò che si vuole, oltre a ciò che si deve.
Bellissime parole, ma…diciamolo: anche basta così!
Le mamme di oggi non hanno bisogno di sentirsi ulteriormente giudicate.
Per alcune il problema potrà anche essere “nella testa”, ma non per tutte.
Non basta “volersi fermare” per poterlo fare davvero.
Nè basta chiedere aiuto per ottenerlo: alcune mamme sono delle eroine e invece di critiche banali, meriterebbero un monumento.
Da sempre, del resto, per ogni mamma troppo stanca che si trascura per i suoi bambini, ce n’è una che trascura i suoi bambini perchè non vuole rinunciare a tutto ciò che la gratifica. E infatti ovunque si vedono bimbi piccoli trascinati agli aperitivi e alle cene degli adulti, costretti ai loro ritmi o abbandonati davanti a tablet e cellulari perchè non disturbino i genitori mentre “si prendono i loro spazi”.
Se il punto di vista è il bene dei bambini, uno di questi estremi non è migliore dell’altro e non basta dire alla mamma che “deve prendersi cura di sè”: bisogna far sì che possa farlo, senza per forza sacrificare il suo bambino.
Un sano equilibrio…tutto da costruire insieme.
In attesa che la società si organizzi per diventare “family friendly” (nell’organizzazione del lavoro e della vita), nel nostro piccolo, qui a Zip&Dream cerchiamo di dare una mano, mettendo a disposizione prodotti speciali, ispirati al metodo Montessori e realizzati con amore pensando non solo alle mamme, non solo ai bambini, ma alle mamme e ai bambini insieme…e anche ai papà!



